Nella fotografia elaborata dal Rapporto, i Comuni del solare in Italia sono 7.837. Un numero in crescita (erano 7.273 nel censimento dello scorso anno) che evidenzia come con il sole si produca oggi energia nel 95% dei Comuni. Per il solare fotovoltaico è il piccolo comune di Meleti, in provincia di Lodi, in testa alla classifica di diffusione in Italia. Con una media di 4,4 kW per abitante e grazie a impianti installati esclusivamente su tetti e coperture, riesce a superare con questa produzione i fabbisogni delle famiglie residenti. Nel solare termico a “vincere” è il Comune di Marradi, in provincia di Firenze. In questo piccolo centro sono installati 17.939 mq di pannelli solari termici, per una media di 5,4 mq per abitante. Anche in questa classifica viene premiata la diffusione per abitante e non quella assoluta, perché gli impianti solari termici possono soddisfare larga parte dei fabbisogni delle famiglie per l’acqua calda sanitaria e il riscaldamento degli edifici. Sono 69 i Comuni italiani che hanno già superato il parametro utilizzato dall’Unione Europea, 264 mq/1000 abitanti, per spingere e monitorare i progressi nella diffusione di questa tecnologia.
I Comuni dell’eolico sono 450. La potenza installata è in crescita, pari a 6.912 MW, con 950 MW in più rispetto al 2010. Questi impianti, secondo i dati provvisori di Terna, hanno permesso di produrre 10,1 TWh nel 2011, pari al fabbisogno elettrico di oltre 4 milioni di famiglie. Sono 346 i Comuni che si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico grazie all’eolico, poiché si produce più energia di quanta ne viene consumata. Ed è interessante notare come, nel corso degli anni, il processo di diffusione si stia articolando con impianti di grande, media e micro taglia, e interessi sempre più aree del Paese.
I Comuni del mini idroelettrico sono 1.021. Il Rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MW e la potenza totale installata nei Comuni italiani è di 1.121 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 4,4 TWh pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,7 milioni di famiglie. Si è scelto di prendere in considerazione solo gli impianti di piccola taglia perché è in questo ambito che ci sono le più importanti possibilità di sviluppo di nuovi impianti. Se dal grande idroelettrico proviene storicamente il contributo più importante delle fonti energetiche rinnovabili alla bilancia elettrica italiana, sono infatti evidenti i limiti di sviluppo per i caratteri del nostro territorio. Non dobbiamo però dimenticare che gli “storici” grandi impianti hanno garantito nel 2011 oltre il 14% della produzione elettrica complessiva, tra dighe, impianti a serbatoio e ad acqua fluente, con una potenza complessiva installata pari a circa 20 mila MW distribuita in 376 Comuni.
I Comuni della geotermia sono 334, per una potenza installata pari a 962,9 MW elettrici e 147,4 termici e 884,7 kW frigoriferi. Grazie a questi impianti nel 2011 sono stati prodotti circa 5,6 TWh di energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 2,2 milioni di famiglie. Se la produzione per gli impianti geotermici è storicamente localizzata tra le province di Siena, Grosseto e Pisa, un segnale positivo è lo sviluppo, avvenuto in questi anni, di oltre 300 impianti a bassa entalpia, ossia quelli che sfruttano lo scambio termico con il terreno e che vengono abbinati a tecnologie sempre più efficienti di riscaldamento e raffrescamento. Questi impianti rappresentano una opportunità importante per ridurre i consumi energetici domestici e di strutture pubbliche e private.
I Comuni della bioenergie sono 1.248 per una potenza installata complessiva di 2.117 MW elettrici e 731,7 MW termici ma anche di 50 kW frigoriferi termici. Questo tipo di impianti si sta sempre più diffondendo e articolando, e va diviso tra quelli che utilizzano biomasse solide, gassose e liquide. In particolare quelli a biogas sono in forte crescita e hanno raggiunto complessivamente 692,9 MWe installati e 112,5 MWt e 50 kWf. Gli impianti a biomasse, nel loro complesso, hanno consentito nel 2010 (dati GSE) di produrre 11,3 TWh pari al fabbisogno elettrico di oltre 4,5 milioni di famiglie. In forte crescita sono anche gli impianti a biomasse e biogas collegati a reti di teleriscaldamento, che permettono alle famiglie un significativo risparmio in bolletta (fino al 30-40% in meno) grazie alla maggiore efficienza degli impianti. Sono 319 i Comuni in cui gli impianti di teleriscaldamento utilizzano biomasse “vere” (ossia materiali di origine organica animale o vegetale provenienti da filiere territoriali), che riescono a soddisfare larga parte del fabbisogno di riscaldamento e acqua calda sanitaria.
FONTE: LEGAMBIENTE