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Faq: il rispostario di Energethics
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In questa pagina è possibile accedere alle domande più frequenti sul fotovoltaico e il nuovo Conto Energia. Utile per saziare molte curiosità sugli aspetti tecnici ed economico finanziari relativi alla progettazione e alla realizzazione di impianti fotovoltaici. Qui di seguito viene riportata solo la sintesi delle innumerevoli domande pervenute alla Redazione, e delle relative risposte. Nel menù a fianco potrete accedere all'intero contenuto del blog Conto Energia.
1) E’ possibile usufruire di un impianto unico per diverse utenze? 2) Qual è il giusto dimensionamento di un impianto fotovoltaico? 3) Come si effettua la manutenzione di un impianto fotovoltaico? 4) Le prestazioni di un pannello fotovoltaico si riducono nel tempo? 5) I pannelli fotovoltaici possono subire danni a causa della neve? 6) Quanto costa un impianto fotovoltaico? 7) Meglio un impianto fotovoltaico su terreno o su tettoia? 8) Scambio sul posto o cessione in rete? 9) Che fine farà la bolletta con un impianto fotovoltaico? 10) Il nuovo decreto ha aumentato le tariffe incentivanti? 11) E’ prevista la cumulabilità degli incentivi con la detrazione irpef? 12) E’ possibile installare un impianto fv sul proprio condominio? 13) Quali sono le attuali tariffe di cessione alla rete nel caso di vendita a prezzo minimo garantito?E’ possibile usufruire di un impianto unico per diverse utenze?
Qualora siate titolari di due utenze elettriche e per motivi di spazio abbiate la possibilità di installare un impianto fotovoltaico solo in una delle due case, sappiate allora che alla luce del nuovo Conto Energia NON sarà possibile usufruire di un impianto unico per utenze diverse. Infatti, la normativa vigente richiede che ogni impianto fotovoltaico che accede agli incentivi previsti dal Conto Energia sia collegato ad UNA utenza singola. A tal proposito nell’ART.6 DM 23/2/2007 del Conto Energia 2007 è specificato che:
“Gli impianti fotovoltaici devono essere collegati alla rete elettrica o a piccole reti isolate. Ogni singolo impianto fotovoltaico dovrà essere caratterizzato da un unico punto di connessione alla rete elettrica, non condiviso con altri impianti fotovoltaici”.
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Qual è il giusto dimensionamento di un impianto fotovoltaico?
Alcuni si sono chiesti se, dato il normale decadimento delle prestazioni di un pannello fotovoltaico nel tempo, non sarebbe forse più opportuno sovradimensionare l’impianto per avere la produzione annua necessaria anche tra 20 anni. In realtà il dimensionamento dell’impianto che usufruisce dello scambio sul posto è frutto di svariate considerazioni. Riflettiamo un attimo su quelle principali. Occorre tener presente, innanzitutto, un eventuale aumento o diminuzione dei consumi. Ad esempio, se l’energia elettrica è gratis, perchè non pensare di sostituire l’impianto di riscaldamento ambiente e acqua (a gas o gasolio) con apparecchi elettrici? Lo scambio sul posto presenta vantaggi qualora il consumo di energia elettrica risulti mediamente pari o superiore alla produzione. In caso contrario sarebbe consigliabile scegliere, anziché lo scambio sul posto, la vendita di energia elettrica semprechè si sia in possesso di partita IVA.
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Come si effettua la manutenzione di un impianto fotovoltaico?
Tra le perplessità riscontrate al momento dell’installazione di un impianto fotovoltaico vi è il tema della manutenzione. Vediamo di chiarirne i dubbi. Innanzitutto la manutenzione di un impianto fotovoltaico è certamente minima, in quanto priva di parti in movimento (a parte gli impianti che utilizzano inseguitori del movimento del sole). Tuttavia per evitare una anche minima riduzione della producibilità, si raccomanda di effettuare una periodica pulizia della superficie dei pannelli (soprattutto a seguito di piogge contenenti sabbia), e verificare la bulloneria. La componente più delicata dal punto di vista della manutenzione è comunque l’inverter, di cui si dovrebbe prevedere una revisione all’incirca dopo 10 anni di utilizzo. Tipicamente, a parte la manutenzione dell’inverter, si assumono i costi annuali di manutenzione intorno allo 0,05 % del costo dell’impianto. E’ consigliabile comunque dotarsi di uno strumento in grado di tenere costantemente sotto controllo la produzione di energia dell’impianto, per individuare in tempo reale eventuali anomalie che potrebbero portare ad ingenti ripercussioni economiche.
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Le prestazioni di un pannello fotovoltaico si riducono nel tempo?
Si, ma la perdita di resa è veramente esigua. Nello specifico, infatti, per quanto riguarda il normale decadimento delle prestazioni di un pannello fotovoltaico nel tempo è utile sapere che:
- i maggiori produttori garantiscono una produzione di almeno l’80% dopo 20 - 25 anni, il che equivale ad un decadimento massimo dell’ 1% circa annuo
- prove di laboratorio su impianti installati 20-25 anni fa hanno riscontrato perdite di producibilità pari a circa l’8%, che equivale ad un decadimento dello 0,4% annuo.
Tenuto conto che i pannelli attuali vengono costruiti con materiali e tecnologie più avanzate di quelli di 20 - 25 anni fa, una stima realistica della loro perdita di producibilità si attesta intorno allo 0,5 % annuo. Inoltre, quando stiamo per installare un impianto fv è bene sempre verificare la corretta esposizione della copertura: l’ideale è sicuramente a sud, ma accettabile fino a est o ovest, con una perdita di producibilità di circa il 20 %, e sud-est o sud-ovest con una perdita del 5% circa. L’inclinazione ottimale per le latitudini italiane va invece dai 29 ai 33 gradi. Un impianto con tilt a 0° (modulo in orizzontale) comporta una perdita di producibilità di circa il 10% rispetto all’inclinazione ottimale.
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I pannelli fotovoltaici possono subire danni a causa della neve?
Considerando che il peso della neve non provoca particolari problemi all’impianto installato (semmai occorre valutare la resistenza della struttura di supporto: un tetto o una tettoia), è possibile notare che l’innevamento non riduce più di tanto la producibilità del pannello. Nello specifico quindi un impianto ricoperto di neve produce all’incirca il 10% in meno (la resa di un impianto durante l’anno si ripartisce all’incirca così: 30% in primavera, 40% in estate, 20% in autunno e 10% in inverno).
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Quanto costa un impianto fotovoltaico?
Ad oggi il costo orientativo di un impianto fotovoltaico di piccola taglia (3 kWp) si aggira intorno ai 5500 Euro per kWp IVA esclusa (del 10%). Nel prezzo è compresa anche l’installazione, in condizioni standard, e il collaudo (eventuali opere murarie escluse). Per impianti più grossi i costi diminuiscono progressivamente, in virtù delle economie di scala possibili. Il costo del singolo progetto sarà determinato a seguito di una attenta analisi del sito di installazione. I nostri progetti ed installazioni prevedono naturalmente l’utilizzo di pannelli fotovoltaici di qualità massima e di primari produttori, capaci di garantire la conformità alle specifiche di certificazione e qualità richieste dalla normativa per l’accesso agli incentivi (Conto Energia).
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Meglio un impianto fotovoltaico su terreno o su tettoia?
Se siete indecisi se installare il vostro impianto fotovoltaico su terreno o su una tettoia ecco alcune considerazioni utili da tener presente:
-se avete intenzione o necessità di sostituire il materiale con cui è costruita la parte orizzontale della tettoia con pannelli fotovoltaici allora il vostro impianto potrebbe accedere alle tariffe incentivanti più elevate (integrazione architettonica); - se invece il vostro pensiero è di installare impianti fotovoltaici sul terreno allora dovete sapere che questi ultimi non fruiscono di incentivi competitivi rispetto ad impianti integrati, a meno che non utilizziate impianti inseguitori che permettono, con una spesa aggiuntiva di circa il 20%, di incrementare la produzione anche del 30%.
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Scambio sul posto o cessione in rete?
Innanzitutto va detto che la possibilità di scelta tra le due forme di connessione è concessa solamente per impianti di potenza fino a 200 kWp. Impianti di potenza superiore dovranno necessariamente essere connessi con la modalità “cessione in rete”. Altra considerazione importante è che la connessione “cessione in rete” ha come prerequisito il possesso di partita IVA, in quanto in questa modalità il responsabile dell’impianto vende l’energia prodotta in eccesso ai suoi consumi, e quindi la vendita necessita di fatturazione. Inoltre la Agenzia delle Entrate (Risoluzione 13/E del 19/1/2009) ha stabilito che i ricavi "in conto scambio" erogati dal GSE per impianti di taglia superiore ai 20 kWp sono fiscalmente rilevanti, e presuppongono una fatturazione. Ne deriva che una persona fisica non in possesso di partita IVA non può installare un impianto di potenza superiore ai 20 kWp, e deve necessariamente connettersi in regime di scambio sul posto. Per impianti di tipo domestico, il regime di scambio sul posto rimane inoltre il più conveniente. Vediamo ora nella specifico la modalità “scambio sul posto” e “cessione in rete.
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Scambio sul posto
La sua principale caratteristica è quella di non vincolare l’utente ad utilizzare l’energia prodotta solo ed esclusivamente nel momento in cui questa viene prodotta dall’impianto fotovoltaico, e cioè di giorno o nei periodi più assolati dell’anno: se l’impianto produce energia elettrica verrà utilizzata quest’ultima per i consumi correnti. Per i consumi che avvengono di notte o in giornate non produttive si utilizzerà la connessione alla rete già presente. L’utente rimane quindi comunque connesso alla rete elettrica, e consuma l’energia che serve quando serve, a prescindere dalla produzione dell’impianto fotovoltaico, senza alcuna differenza con quello che avveniva prima dell’installazione dell’impianto fotovoltaico. Il GSE tiene conto dell’energia prodotta in eccesso e immessa in rete, e RIMBORSA (contributo in conto scambio) i consumi avvenuti in assenza di produzione fotovoltaica fino a concorrenza della quantità prodotta in eccesso.
a) In caso di consumi nel periodo pari o inferiori alla produzione i consumi effettuati in ore di non produzione verranno rimborsati dal GSE (Contributo in Conto Scambio). La produzione eccedente non consumata verrà utilizzata per compensare periodi in cui si verifichi il contrario, e cioè un consumo superiore alla produzione.
b) In caso di consumi superiori si effettuerà una compensazione con l’eventuale riporto di produzione eccedente.
Recentemente (Delibera AEEG ARG/elt 186/09) è stato stabilito che per i riporti di energia eccedente possa essere chiesto il rimborso al GSE.
Riassumendo, le componenti di ricavo (effettivo e figurativo) per un impianto connesso secondo la modalità “Scambio sul posto” sono:
1) Incentivi, calcolati sull’intera produzione fotovoltaica
2) Risparmio per la quota di energia prodotta e autoconsumata (energia effettivamente non consumata in quanto si è utilizzata quella prodotta dall'impianto FV, a cui si aggiunge il Contributo in Conto Scambio erogato dal GSE per i consumi effettivi che siano inferiori o pari alla quantità di energia immessa in rete)
Esempi:
Esempio 1 - Produzione superiore ai consumi da rete
I contatori segnano:
Produzione totale: 10.000 kWh
Consumo effettivo al contatore del distributore: 4.000 kwh
Energia immessa in rete: 6.000 kWh
Riporto periodo precedente: 0 kWh
Di conseguenza:
Energia autoconsumata direttamente: 4.000 kWh (10.000 - 6.000)
Consumi totali di energia: 4.000 prelevati dalla rete + 4.000 autoconsumati = 8.000
Energia pagata in bolletta: 4.000 kWh
Energia rimborsata dal GSE in conto scambio: 4.000 kWh (fino quindi alla quantità di energia prelevata dalla rete)
Energia pagata effettivamente: 0 kWh
Riporto per il periodo successivo: 2.000 kWh (6.000 kWh immessi in rete - 4.000 rimborso GSE)
Esempio 2 - Produzione inferiore ai consumi da rete
I contatori segnano:
Produzione totale: 5.000 kWh
Consumo effettivo al contatore del distributore: 6.000 kwh
Energia immessa in rete: 2.000 kWh
Riporto periodo precedente: 0 kWh
Di conseguenza:
Energia autoconsumata direttamente: 3.000 kWh (5.000 - 2.000)
Consumi totali di energia: 6.000 prelevati dalla rete + 3.000 autoconsumati = 9.000
Energia pagata in bolletta: 6.000 kWh
Energia rimborsata dal GSE in conto scambio: 2.000 kWh (fino quindi alla quantità di energia immessa in rete)
Energia pagata effettivamente: 4.000 kWh
Energia da riportare nel periodo successivo: 0 kWh
Esempio 3 - Produzione superiore ai consumi da rete, con riporto precedente
I contatori segnano:
Produzione totale: 10.000 kWh
Consumo effettivo al contatore del distributore: 7.000 kwh
Energia immessa in rete: 6.000 kWh
Riporto periodo precedente: 1.000 kWh
Di conseguenza:
Energia autoconsumata direttamente: 4.000 kWh (10.000 - 6.000)
Consumi totali di energia: 7.000 prelevati dalla rete + 4.000 autoconsumati = 11.000
Energia pagata in bolletta: 7.000 kWh
Energia rimborsata dal GSE in conto scambio: 7.000 kWh (fino quindi alla quantità di energia immessa in rete = 6.000, + 1.000 riporto periodo precedente)
Energia pagata effettivamente: 0 kWh
Riporto periodo successivo: 0 kWh
Cessione in rete Caratteristica principale della modalità “cessione in rete” è quella di permettere il consumo dell’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico SOLAMENTE mentre questa viene prodotta. Non viene effettuata nessuna forma di compensazione o rimborso. Lo sfruttamento dell’impianto fotovoltaico avviene tramite una connessione diretta dell’impianto con la linea a cui sono collegati i consumi: l’energia prodotta e consumata direttamente riduce o azzera il prelievo di energia dalla rete, con conseguente risparmio. L’energia eventualmente prodotta in eccesso al consumo viene immessa in rete e venduta o al GSE (Ritiro Dedicato) o sul mercato libero. La totalità dell’energia prodotta concorre al calcolo della somma degli incentivi, come nel caso dello scambio sul posto. Da quanto detto deriva che il dimensionamento dell’impianto dovrebbe avvenire sulla base dei consumi DIURNI per ottimizzare l’investimento dal punto di vista del risparmio sui consumi. Infatti nel caso limite di un consumo esclusivamente notturno l’energia prodotta di giorno verrà valorizzata al prezzo di acquisto, mentre nel caso opposto l’energia autoconsumata permette un risparmio valorizzato alla tariffa di vendita da parte del distributore: prezzo che sicuramente sarà superiore. Riassumendo, le componenti di ricavo (effettivo e figurativo) per un impianto connesso secondo la modalità “Cessione in rete” sono:
1) Incentivi, calcolati sull’intera produzione fotovoltaica
2) Risparmio sulla bolletta per la quota di energia prodotta e autoconsumata
3) Ricavi derivati dalla vendita del’energia elettrica prodotta e non consumata
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Che fine farà la bolletta con un impianto fotovoltaico?
La bolletta continuerà ad arrivare, con i costi fissi e la valorizzazione dei consumi netti effettuati. Nel caso di connessione alla rete in regime di scambio sul posto la produzione in eccesso (non consumata quindi direttamente) andrà a compensare (Contributo in conto scambio) i consumi. L’incentivo viene erogato dal Gestore del Sistema Elettrico – GSE S.p.a. L’ammontare dovuto è pari al prodotto tra l’energia generata dall’impianto, misurata da un contatore posto all’uscita del gruppo di conversione della corrente continua in corrente alternata, e la tariffa incentivante riconosciuta. L’incentivo viene erogato su TUTTA l’energia prodotta, a prescindere dai consumi. Il pagamento degli incentivi avviene:
- bimestralmente in acconto, salvo conguaglio a fine anno, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare bimestrale cumulato supera il valore di 250 euro, nel caso di impianto di potenza fra 1 e 200 kW che si avvale del servizio di scambio sul posto;
- mensilmente, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del corrispettivo supera i 250 euro, nel caso di impianti di potenza non superiore ai 200 kW che non usufruiscono del servizio di scambio sul posto;
-mensilmente, nel mese successivo a quello in cui l’ammontare cumulato del suddetto corrispettivo supera i 500 euro, nel caso di impianti di potenza superiore ai 200 kW. L’importo del pagamento viene determinato, come detto sopra, dalla lettura del “secondo contatore”, quello cioè che misura l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. Per il secondo contatore non arriverà nessuna bolletta. Il canone annuale del secondo contatore verrà inserito nella bolletta del primo: si tratta comunque di un canone molto modesto.
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Il nuovo decreto ha aumentato le tariffe incentivanti?
Si, il nuovo decreto sul fotovoltaico ha aumentato gli incentivi ma allo stesso tempo ha tolto l’incremento annuo dell’inflazione ISTAT. Stando, infatti, a quanto riportato sul Decreto Conto Energia 2007 nell’Articolo 6, paragrafo 1: “La tariffa individuata sulla base della medesima tabella è riconosciuta per un periodo di 20 anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, ed è costante in moneta corrente in tutto il periodo di venti anni.” Tuttavia è da tenere comunque in considerazione favorevolmente che il risparmio ottenuto sulla bolletta non rimarrà costante, ma molto verosimilmente sarà maggiore dell’inflazione. Basti solo pensare che l’aumento medio del costo dell’energia elettrica dal 2002 al 2006 è stato del 4,26% annuo.
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E’ prevista la cumulabilità degli incentivi con la detrazione IRPEF?
Nella finanziaria 2007 (e prorogata dalla Finanziaria 2008) la detrazione del 55% è possibile solo per gli impianti solari utilizzati per la produzione dell’acqua calda (Legge 27 dicembre 2006, n. 296 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)”:
Par. 346. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2007, relative all’ installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e universita’, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo.
Rimane comunque in Finanziaria la detrazione del 36%:
Par. 387. Sono prorogate per l’anno 2007, per una quota pari al 36 per cento delle spese sostenute, nel limite di 48.000 euro per unita’ immobiliare, ferme restando le altre condizioni ivi previste, le agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio edilizio relative:
a) agli interventi di cui all’articolo 2, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, per le spese sostenute dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2007;
b) alle prestazioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999, n. 488, fatturate dal l° gennaio 2007.
Ma il nuovo decreto Conto Energia recita (Art. 9 par. 4):
4. Le tariffe incentivanti di cui all’articolo 6 e il premio di cui all’articolo 7 non sono applicabili all’elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione fiscale richiamata all’articolo 2, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, anche nel caso di proroghe e modificazioni della medesima detrazione.
Quindi non è più prevista la cumulabilità degli incentivi con la detrazione IRPEF.
La Legge Finanziaria 2008 ha prorogato quanto disposto nella Finanziaria 2007.
E’ possibile installare un impianto fv sul proprio condominio?
Il Conto Energia prevede l’allaccio dell’impianto tramite UNA SOLA utenza. Quindi appare chiaro che le possibilità concrete per realizzare questo progetto sono essenzialmente due: o si realizza un impianto CONDOMINIALE che soddisfa le esigenze di energia comuni (come ad esempio la luce delle scale, l’ascensore, ecc.), oppure si realizza un impianto esclusivamente per le PROPRIE esigenze (per la propria singola utenza). In teoria esisterebbe anche un’ultima ipotesi: si potrebbe, infatti, far cessare le utenze dei propri inquilini e collegarle ad un’unica utenza, ma poi inevitabilmente la contabilizzazione dei singoli consumi diventerebbe un incubo, soprattutto in regime di scambio sul posto. Quindi, se si vuole installare un impianto fotovoltaico sul tetto condominiale per un esclusivo uso personale occorre semplicemente rivolgersi all’amministratore del proprio condominio. Infatti, l’utilizzo esclusivo di un’area condominiale comune è subordinata al solo consenso espresso degli altri condomini.
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Quali sono le attuali tariffe di cessione alla rete nel caso di vendita al distributore e in quello di vendita al mercato libero?
Le tariffe minime garantite per il 2010 sono determinate per fasce di energia prodotta, e quindi non sono in funzione diretta della potenza dell'impianto: